28 Luglio 2026
CAES e Pangea - Niente troppo, una relazione che si riconferma ogni giorno
Queste mese presentiamo una delle realtà con cui da più tempo CAES ha stretto una relazione: Pangea- Niente troppo, una cooperativa che dal 1993 gestisce diverse botteghe del mondo a Roma. Nei suoi punti vendita specializzati in prodotti del commercio equo e solidale è possibile trovare non solo merci, ma anche idee e spunti di riflessione sullo sviluppo sostenibile, sulla finanza etica, sulla giustizia sociale ed economica e sul consumo responsabile. Ruggero Maria Gentile, uno dei soci dell’organizzazione racconta la sua storia, le sfide che oggi si trova ad affrontare e il rapporto che la lega a CAES.
Di che cosa si occupa Pangea- Niente troppo? Pangea è una cooperativa di commercio equosolidale che opera a Roma da trent’anni. Proprio in questi giorni abbiamo ricordato i tempi del G8 di Genova e anche la successiva partecipazione al grande corteo di Firenze nel 2002. Le cooperative del territorio che erano presenti insieme a noi erano tante, mentre adesso siamo tra le poche rimaste in città. Definiamo la nostra una "eroica resistenza", ma il fatto di resistere è già di per sé un buon segnale.
Qual è la vostra storia? La nostra storia è iniziata come organizzazione di volontariato puro. Il legame con il commercio equo e solidale è nato probabilmente dalle esperienze di volontariato internazionale e nelle Ong che molti tra i soci fondatori avevano svolto. Volevamo fare qualcosa di veramente utile e abbiamo scelto questo mondo. Il salto di qualità è avvenuto circa 20-25 anni fa attraverso la fusione tra Pangea e Niente Troppo, due realtà vicine anche territorialmente. È stato un periodo di grande entusiasmo e crescita in cui siamo arrivati ad a gestire sei/sette botteghe, anche fuori Roma.
Come sta andando oggi? Attualmente è un po’ più complesso stare a galla imprenditorialmente. I margini di guadagno si sono ridotti e la gestione burocratica assorbe tanto tempo, togliendo energie per altre attività. Ad esempio, non abbiamo forse avuto abbastanza tempo e risorse per passare le competenze ai più giovani. Oggi riscontriamo quindi una perdita di attrattività verso le nuove generazioni, lo vediamo dall’età media della nostra assemblea. Un segnale molto positivo arriva però dal servizio civile: quest'anno tre giovani, due ragazze e un ragazzo, hanno collaborato con noi, aiutandoci tra le altre cose a rinnovare la nostra comunicazione social.
Qual è il vostro rapporto con CAES e come è iniziato? La relazione con CAES è iniziata quasi simultaneamente alla loro nascita; è stata una scelta ovvia, poiché "l’acqua va dove è giusto che vada". Io mi occupo personalmente delle assicurazioni per la cooperativa e posso dire che il legame è nato in modo del tutto spontaneo. Con loro assicuriamo le botteghe, le diverse attività all’interno e i volontari. Quello che apprezziamo maggiormente del Consorzio è il fatto che sia una realtà che funziona molto bene tecnicamente. Questo non è scontato nel mondo dell'altra economia o del Terzo settore. Se hai un problema o un sinistro, chiami e si risolve tutto in pochi minuti. Ciò si distingue positivamente rispetto all'esperienza che abbiamo, ad esempio, con altre realtà o associazioni di categoria, dove è più complesso comunicare o trovare soluzioni rapide. Per noi CAES è un interlocutore affidabile: è una relazione che si riconferma ogni giorno perché funziona davvero.
