20 Aprile 2026
La Fondazione S. Carlo e CAES: un’alleanza di valori tra casa, lavoro e dignità
Tra gli enti che hanno scelto di affidarsi a CAES c’è anche la Fondazione S. Carlo, un’organizzazione che da più di trent’anni ormai opera a Milano nei settori del diritto all’abitare e della formazione e lavoro, intesi come strumenti per elevare la dignità dell’uomo. I numeri che la caratterizzano sono importanti e danno un'idea della solidità della sua azione: 316 alloggi gestiti che aiutano 564 famiglie, 2.802 persone formate e 166 posti letto nei pensionati per 20.393 persone ospitate. Per conoscerla meglio abbiamo pensato di intervistare il suo direttore Giorgio Gualzetti.
Dottor Gualzetti, come e perché è nata la Fondazione San Carlo?
La Fondazione è un ente diocesano nato nel 1994 per volontà dell'allora Arcivescovo di Milano, il Cardinale Carlo Maria Martini. L'obiettivo era rispondere all'emergenza abitativa che colpiva la città, in particolare legata alla migrazione di forza lavoro che si spostava in Lombardia in cerca di occupazione nelle grandi fabbriche della città o di Sesto San Giovanni e Cinisello. Martini colse la sfida di farsi carico di un pensionato, il pensionato Belloni, che si trova in Viale Fulvio Testi a Milano e in quel momento era in disuso, creando un'entità, appunto la fondazione, specificatamente rivolta a questo tipo di bisogno. Poi con il tempo si sono aggiunte anche altre strutture, come quella a Sesto San Giovanni, e alcuni appartamenti pubblici per rispondere alle necessità anche dei nuclei familiari offrendogli soluzioni abitative.
Oltre al tema della casa, oggi vi occupate attivamente anche di lavoro. Quando è avvenuta questa evoluzione?
Intorno ai primi anni Duemila è emersa una nuova necessità: molte persone o famiglie accolte avevano bisogno di un'occupazione per condurre una vita dignitosa a Milano. Così la Fondazione ha iniziato a occuparsi, per conto della Caritas Ambrosiana, anche di formazione finalizzata all'inserimento lavorativo. Queste sono le due branche di cui si occupa la Fondazione S. Carlo.
Recentemente avete dato vita a Renovo. Di che cosa si tratta e come si inserisce nella vostra struttura?
Renovo è una SRL impresa sociale nata nel 2023 per ampliare il nostro raggio d'azione. Mentre la Fondazione San Carlo è oggi un Ente del Terzo Settore (ETS) non commerciale, Renovo riprende sostanzialmente le stesse attività di interesse generale e lo stesso oggetto sociale della Fondazione, avendo però a disposizione delle modalità operative che sono diverse rispetto a quelle fondazionali. È di fatto un braccio operativo che ci permette di essere più efficaci nel perseguire i nostri obiettivi statutari.
Dal suo osservatorio, come sono cambiati i bisogni legati all'emergenza abitativa a Milano dagli inizi dell'attività della Fondazione S. Carlo a oggi?
Mi piacerebbe rispondere che la situazione è migliorata, ma purtroppo non è così. La forbice si è infatti allargata. Da una parta la città è diventata sempre più esclusiva a causa dell'aumento dei costi delle case e degli affitti. Dall’altra è emerso con forza il tema del "lavoro povero": anche chi ha un'occupazione spesso non riesce a permettersi una sistemazione in città. Questo obbliga le persone a spostarsi fuori e in molti casi anche dalla cintura dei Comuni della città metropolitana, con pesanti ricadute in termini di costi e tempi per i trasporti e con ricadute sull’attività lavorativa.
Fondazione S. Carlo ha scelto di affidarsi a CAES per i servizi assicurativi. Che cosa vi ha spinto a prendere questa decisione?
La scelta di CAES è stata molto semplice. Nasce innanzitutto dalla volontà di avvicinarci sempre più al mondo del Terzo settore e delle cooperative. Nonostante il passaggio da sistemi precedenti sia stato impegnativo, come accade per tutti i cambiamenti, lo abbiamo fatto con convinzione perché ci permette di mantenere standard elevati di assistenza e welfare per i nostri dipendenti, sostenendo al contempo realtà che condividono i nostri stessi ideali. Esiste poi una chiara comunanza di valori: noi siamo espressione dell'attenzione della Chiesa di Milano verso i bisogni degli ultimi e il nostro target è costituito da chi si rivolge ai centri d'ascolto della Caritas. Affidarsi a CAES significa coerenza con questa missione.
