25 Marzo 2026
Siamo bene comune - Viaggio nel nostro bilancio sociale. Fiducia trasparenza e ascolto: la relazione etica tra CAES e i suoi clienti
Questo articolo è parte della rubrica “Siamo bene comune - Viaggio nel nostro bilancio sociale”. Una volta al mese spieghiamo, entrando nel dettaglio, uno o più elementi che riteniamo interessanti del nostro bilancio sociale, il principale strumento per valutare il nostro impatto aziendale sul contesto sociale e ambientale, realizzato grazie al supporto del movimento internazionale dell'Economia del Bene Comune (ECOnGOOD).
Il Consorzio CAES si distingue nel panorama assicurativo per un approccio che ribalta le logiche del puro profitto, ponendosi come un’alternativa etica e solidale. Ma chi sono i suoi clienti? E come riesce a stabilire con questi una relazione etica?
L’obiettivo primario di CAES è quello di rispondere ai bisogni del mondo non profit, offrendo protezione essenzialmente agli enti del Terzo settore (Ets), cooperative sociali e associazioni, ma estendendo la propria consulenza anche a famiglie e piccole medie imprese. Nel 2024 gli Ets hanno rappresentato il 44,3% della base clienti, generando oltre il 52% dei premi netti incassati.
Nello specifico CAES assicura cooperative sociali (pari al 2,19% di quelle presenti in Italia), oltre 2.600 associazioni (tra cui spiccano Botteghe del mondo e Banche del tempo), Fondazioni e una pluralità di altri enti no profit ed ETS, come imprese sociali ed enti religiosi. La consulenza si estende inoltre al settore for-profit con aziende agricole e Pmi, agli Enti locali e a quasi seimila privati.
La relazione etica con questi soggetti si instaura attraverso la fiducia e la trasparenza, l’ascolto e l’orientamento al bisogno in modo coerente con quanto stabilito all’interno dello statuto:
“Il Consorzio si propone di attivare un processo di etica assicurativa anzitutto con l’obiettivo di promuovere e di consolidare, attraverso la creazione di un movimento di consumatori assicurativi consapevoli, un’assicurazione eticamente orientata per riportare l’istituto della assicurazione nell’alveo che le è proprio di garanzia contro i rischi, depurandolo dai vizi di un sistema improntato esclusivamente alla tutela del profitto della compagnia assicuratrice”.
CAES rinuncia dunque alla vendita a priori: i collaboratori, essendo dipendenti con stipendio fisso, indipendentemente dal ruolo (commerciale o meno) che ricoprono, e non agenti a provvigione, non hanno l'obiettivo di vendere il più possibile per ottenere un maggior tornaconto personale, ma di proporre solo coperture adeguate alle reali esigenze dell'assicurato.
In questo modo si evidenzia anche il fatto che per CAES non sono importanti solo la nuova produzione e la crescita del portafoglio gestito ma anche il mantenimento e la cura della clientela già acquisita, una cura che porta alla fidelizzazione. Nel tempo il Consorzio ha inoltre sperimentato che questo approccio è funzionale all’instaurarsi di una rapporto anche di fiducia con gli assicurati e che l’attenzione al cliente trasforma l'atto di assicurarsi in una condivisione di valori dove l’uomo e l’ambiente tornano al centro della relazione economica.
Un esempio concreto di quanto detto sopra riguarda il caso della copertura assicurativa per le aziende contro gli eventi catastrofali (terremoto, alluvione, inondazione e frane), entrato in vigore nel 2024 e diventata obbligatorio nel corso dell’anno successivo, coinvolgendo anche gli enti non profit. Nel corso del 2025 CAES si è data infatti l’obiettivo di raccogliere tutte le istanze specifiche sul tema dei suoi assicurati, al fine di poter garantire loro la miglior copertura nei termini di legge, oltre a fornire loro tutta la consulenza necessaria.
Per misurare e promuovere una nuova idea responsabilità condivisa, CAES ha inoltre sviluppato strumenti innovativi come il Rating di sostenibilità, nell’ambito del progetto Eticapro. Questo valuta i comportamenti degli enti giuridici sui temi ESG (ambientale, sociale e di governance), permettendogli di definire un percorso di miglioramento a partire da una reale valutazione del punto di partenza e posizionamento su tutte le macro-tematiche dell’agenda 2030. A fine 2024 è nato anche il Rating del Bene Comune, un questionario rivolto a tutte le persone per stimolare la consapevolezza sull'impatto socio-ambientale delle proprie scelte quotidiane.
Questi rating non servono solo a premiare i comportamenti virtuosi ma mirano a consolidare un vero movimento di "consumatori assicurativi consapevoli". CAES crede infatti nell’importanza di promuovere un’educazione finanziario-assicurativa che abbia lo scopo di rendere i clienti più consapevoli della loro situazione e delle loro conseguenti necessità, anche se latenti. A tal fine si impegna a partecipare a convegni o iniziative di divulgazione, aperte al pubblico o mirate a determinate cerchie di clienti, sulla base di richieste da parte dei rispettivi gruppi di appartenenza.
